Lemmy Caution incontra Herma Yale

Fotoromanzo in quattro tableaux

Lemmy Caution incontra Herma Yale

In missione ignota a Pursuitville, Lemmy Caution si intrattiene con la Maga Circa, credendola Herma (o forse Hirma) Yale. La donna, astutamente approssimativa, si qualifica come “programmatrice di grado secondo”.
Commenta causalmente Lemmy: “Herma… è un nome d’altri tempi, un nome ermetico…”
Ed ella: “Sì… ma come sa bene, nella vita c’è soltanto il presente. Nessuno ha vissuto nel passato. E nessuno vivrà nel futuro”.
Lemmy Caution si limita a ringraziare la bella Herma (che per strabismo, miopia o per un rigurgito di vanità complessa, in realtà gli fa pensare a “uno di quei vecchi film di vampiri che una volta venivano proiettati nei musei del cinerama”) per il passaggio in macchina.
A dispetto del proprio nome, l’incauta rivelazione dell’attività svolta nella vita potrebbe risultargli fatale.
Non si può escludere che, per le arti e i piani della maga, Lemmy finirà i suoi giorni in una salumeria. E non in veste di salumiere. Ancora a dispetto del proprio nome.


Immagini elaborate tratte da Alphaville, une étrange aventure de Lemmy Caution, 1965, Jean-Luc Godard.

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