Il paradosso dei boscaioli

(Non risolto)

Il paradosso dei boscaioli - Il far del giorno

Un far del giorno da far venir rabbia al far del giorno medesimo ci mostra il nostro tronco invasore orizzontale totale del campo d’immagine.

Si racconta di due forzuti e inossidabili boscaioli, Eliso e Tronco, il cui lavoro consiste, partendo da direzioni opposte, nel trasportare (come due camerieri un vassoio) un tronco ricco di resine e di una lunghezza apparentemente infinita. Il tronco, dunque, non è eliso. Costituisce un’unità; per meglio dire, una linea.
Alle 08.00 in punto del mattino, Eliso si carica sulla spalla destra l’estremità verosimilmente sinistra del tronco, mentre Tronco fa lo stesso con quella destra (ma sistemandoselo sulla spalla sinistra). A quel punto, incamminandosi con il possente fardello in ispalla, inizia la loro lunga giornata di fatica. Verso le 12 meno 5, essi si incontrano più o meno a metà del cammino (e della giornata).
Eliso saluta sommessamente Tronco con un “Buongiorno”, ricambiato cortesemente dal collega.
L’occhio intenditore scorge una somiglianza impressionante fra Tronco ed Eliso; tanti li dànno come gemello l’uno dell’altro. A parte qualche lieve differenza nel colore di taluni capi di vestiario, ci si potrebbe spingere ad affermare che li distingue unicamente l’essere l’uno dei due mancino (mentre l’altro no).

Il paradosso dei boscaioli - L'incontro meridiano fra Tronco ed Eliso

Una manciata di minuti (forse secondi) prima delle 12.00 avviene l’incontro fra i boscaioli Tronco ed Eliso.

Alle 12 in punto, i forse sosia, senza posare il grave, si arrestano per la pausa pranzo. Non avendo ricevuto precise disposizioni in merito, il pasto viene consumato all’impiedi, com’è costume, ad esempio, della più parte degli animali. Il tempo concesso dal datore di lavoro per la pausa meridiana non può e non deve superare i 10 minuti primi, ché il tronco ha da proseguire il viaggio verso la prevista destinazione. (Qui le istruzioni sono chiare, nette).
Trascorsi i 10 minuti primi, Eliso e Tronco riprendono il loro estenuante itinerario, non prima di essersi, superandosi, incrociati. All’altezza dell’incrocio l’uno non manca di augurare all’altro: “Buon proseguimento di giornata, buon lavoro, a domani”.

Il paradosso dei boscaioli - Fine della pausa pranzo

Consumata la colazione all’impiedi, i due boscaioli, superandosi in una dissolvenza incrociata, riprendono il cammino.

Alle 17 spaccate, il tragitto paradossale dei trasportatori si interrompe, ossia può dirsi contrattualmente conclusa la logorante giornata di lavoro.
Poiché anche in questo caso le alte maestranze non hanno mai diramato direttive in merito a ciò che debba seguire al termine della giornata lavorativa, se cioè i due boscaioli possano (o debbano) o meno scaricarsi di spalla il tronco e rincasare, considerando per di più come le resine abbondantemente colanti dalla pianta impediscano ai trasportatori di liberarsene senza procurarsi gravi abrasioni cutanee e – prima ancora – rovinare irreparabilmente i vestimenti del mestiere, Eliso e Tronco trascorrono la notte nel bosco, dormendo in posizione eretta (come, tutti lo sanno, fanno i cavalli).

Il paradosso dei boscaioli - Scende la notte, è il tempo di dormire (all'impiedi))

È ormai scesa la notte. Il tronco la fa nuovamente da padrone del campo e del bosco. Distanti chissà quante miglia forestali l’uno dall’altro, Tronco ed Eliso (forse già Eliso e Tronco) si godono non visibili il meritato riposo notturno. Sempre all’impiedi. Una luna rossa è sorta nel cielo per suscitare rabbia universale. (Le stelle hanno deciso di non collaborare al trionfo della perfezione).

Alle prime luci dell’alba, i due boscaioli, tuttavia sufficientemente riposati, senza poter però compiere i tipici riti mattutini del lavoratore (e della lavoratrice), vale a dire lavarsi il muso, sbarbarsi (o depilarsi) 1 e consumare una seppur minima colazione, in attesa dello scoccare (simbolico ma effettivo) delle ore 08.00 (dove il punto in molti Paesi sta per virgola), diffondono urla strepitose nella selva per verificare il funzionamento dell’eco. In genere la prova ha esito positivo.
Fattasi l’ora che s’è detta, comincia la lunga giornata di lavoro. In cammino!
Se la sera precedente Eliso è venuto a trovarsi alla destra della linea costituente il tronco, il suo passo muove sicuro verso sinistra. Per Tronco vale la regola opposta.
Ciò non sta scritto da nessuna parte (direttive, ancora una volta zero), ma ai due boscaioli l’inversione di rotta pare ispirata da una legge naturale.

Un filosofo passante nel bosco in cerca di funghi, da due mesi sta studiando il fenomeno, nel quale sospetta l’esistenza seminale di un paradosso inedito, di una contraddizione nucleare (“Perché”, si chiede, “ogni mattina i due boscaioli compiono l’operazione di carico del tronco sulla spalla se è vero – com’è vero – che esso in verità, o almeno in quella apparente – la più comune fra noi Uomini –, il giorno precedente non viene mai scaricato?”) nonché le edite, fruste tracce di ciclicità nell’agire e nell’essere umano.
Come se ciò non bastasse, ci si è messo un antropologo di maniera, con l’impertinente questione: “I due boscaioli accettano il tronco?”
Il filosofo, pur non raccogliendo la maldestra provocazione, ha ragionato che se sì, lo fanno con riluttanza.


1 Ma, tanto, la completa e naturale glabrità (o glabrezza) fa loro un baffo e peluria tutta. In ciò devono dirsi baciati dalla fortuna.

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