Il mistero dell’atollo di Bekini

Abuso di Cannes?

Come erravamo (The Way We Was Wrong)

Il mistero dell’atollo di Bekini Abuso di Cannes?
Locandina non ufficiale (ma capannina ufficialissima) de Il mistero dell’atollo di Bekini.

Anche per quest’anno è fatta: il gran-ducato sarà presente con una sua produzione, intestata autonoma, al Festival de Cannes nella sezione Un certain retard, dove vengono gentilmente e pietosamente accolti film (specie corti – ma molto corti) che hanno richiesto un lungo impegno nelle fasi della preparazione, ma soprattutto pellicole a buon diritto vintage (in particolare realizzate in flash 5, ormai introvabili e, se trovate, universalmente odiate… ma questo l’abbiamo già detto) e che si distinguono per contenere almeno un cosiddetto erreur d’auteur, abbastanza (ma non molto) apprezzato da cineasti, filmmaker e individui di questo spessore psichico.
Secondo maligni e porcaccioni, Un certain retard avrebbe un doppio senso, ma senza offesa per gli autori.
Il mistero dell’atollo di Bekini è un film cortino nato da un’idea di mirò sorvino (un eteronimo di rapparagal e di altri) nel 1999. La realizzazione iniziò nel 2000 grazie all’intraprendenza indie della casina, meglio ancora capannina (tipo quella che si può vedere nella pellicola) di produzione internet café olé (al tempo specializzata in clip geo siti).
Quasi 17 anni, dunque, fra concezione, messa in flash e correzione di goof clamorosi (senza esagerare, altrimenti col cavolicchio ci ammettevano in concorso), del Mistero, ma ne è valsa la pena.
Di seguito la bande-annonce del filmino (in sostanza il filmino stesso) in tutto il suo minimo splendore, che sfiora (quando non tocca) più generi, da (come si è detto) erreur a horror, da sci-fi a schifi, dal molto fantasy nervoso al docu-movie (notevole la citazione in chiusura), fino al trionfo del patibolare.
Tutto sommato, il goof di rilievo (e nel quale sono riposte tutte le nostre speranze per una nomination), è riscontrabile al fotogramma 1001 (continuity visiva: ma occorre aguzzare la vista per farsi un sorriso a crepalabbra – tenete pronto il burro cacao).

Di che cosa tratta Il mistero dell’atollo di Bekini (attenzione: è quasi tutto uno spoiler, ma quasi, dato che il finale non lo si va a svelare. Per altro, il mistero non trova soluzione… ach!).
Sottolineato da un loop musicale inquietante (presente quell’inquietudine provocata dai postumi di una gran bevuta di camomilla?), vediamo scorrere sullo schermo quanto segue (ma prima del titolo e dei crediti essenziali, espediente che nel 1999-2000 era ancora efficace):

Non soltanto le maledizioni dei faraoni… Non solo gli inquietanti segni di presenze aliene sulle impervie altitudini 1 delle Ande… Non solamente 2 i sibillini presagi sulla sorte dell’Uomo dispensati nei magredi pordenonesi…
Innumerevoli manifestazioni del mistero sembrano destinate a rimanere senza una soluzione… Tra tanti eventi inspiegabili, ve n’è uno sul quale la comunità scientifica internazionale ancor oggi pone la propria disperata domanda:
“Che cosa ha causato la scomparsa del notorio ATOLLO di BEKINI?”

Una risposta il film cortino la dà. Ma su questo punto, abbottonati e imbastiti.
Naturalmente la clip è riguardabile all’infinito, in quanto (termine obsoleto: interattiva) basta pigiare come e dove Iddio comanda.

Durata: 121.8 secondi (dove il punto sta per virgola), ma se non interagite, capace che va avanti fino al giorno del giudizio di Forniconi.
Sceneggiatura e direzione artistica di Mirò Sorvino (o mirò sorvino).
Musica (Two Note Torture): Bonotracko.
Anno di uscita: n/a (ma 2000/2016).
Produzione: Grandpa Rapagal Filmini-Lampo.

È ora bene che tu ti goda la banda a un’oncia 3 pigiando qui.


E occhio al plettro: N’abusez pas de Cannes.


1 Nella versione originale: altitutidini. La produzione (Grandpa Rapagal) ha deciso di far correggere il refuso. Peccato… Una chance in meno per una seconda nomination.
2 Si fanno notare gli eleganti sinonimi per evitare selvagge ripetizioni (ma anche qui addio a una possibile nomination).
3 Per evitare quella bestemmia di “buona visione”… puah! – per non dire pois!

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