Riforme

(Ma: ri-forme)

riforme


riforme


La ruota (di forma circolare) come frutto di una riforma, e non del caso o dell’ingegno fine a se stesso (come vorrebbero taluni antropologi di maniera).
Ne abbiamo già trattato. Anzi: a volte ci vien da pensare che sia il nostro unico argomento. Ma fortunatamente non è così: ne abbiamo una bella sporta di scorta.
UNA NOTA DI COSTUME: al pari degi odierni testoni (e sovente barboni, come da tendenza) che bivaccano negli emicicli del nulla, il cosiddetto “uomo primitivo” (o “delle caverne“) era consapevole che le riforme esigono sacrifici.
Poiché nella cosiddetta “età della pietra” (o, altrove, “notte dei tempi”), non esistevano uomini primitivi pensionati, l’unico sacrificio richiesto da un tipo di riforma come quello qui presentato era l’annientamento della selce che costituiva l’essenza (o “anima”, a dire degli animisti) dell’artefatto utilizzato dai riformatori/riformisti.
Avrebbero successivamente provveduto a rimediare al danno in tempo relativamente breve, anche datosi che nell'”età della pietra” la pietra non difettava. Qualunque tipo di pietra, anche quella, dura, soda, infrangibile, che forma il nucleo cerebrale dei riformisti dei nostri infami tempi.

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