La Libertà della Statua

Riflessioni Universali sui Diritti delle Statue

La libertà della statua Riflessioni Universali sui Diritti delle Statue
Nell’immagine (riciclata dall’archivio del blog, ché riciclare fa bene, e non stanca), Nipote Pio (straordinaria la somiglianza con Padre!), travestito da Fidel per non dare nell’occhio, durante una visita di istruzione a New York (ca. 2001). Trascurando l’inganno ottico della prospettiva, questo dovrebbe essere il rapporto dimensionale fra la Statua della Libertà e quella di Padre Pio.

Dice Nipote Pio (nipote alla lontana, pio alla prossima), coinvolto moralmente e materialmente nella faccenda: “La statua per Padre Pio si farà, si farà eccome, voglio proprio vedere. E se necessario anche per Madre Pia”.
Dice un altro (sul positivista-realista): “E con quali soldi?”
“I soldi si trovano sempre, in un modo e nell’altro. Vediamo… con quelli avanzati dall’Expo e dal Daxpo. Quelli ricavabili dal Campo dei Miracoli – operati da (Zio) Pio, resta inteso”.
Quell’altro: “Proporzionalmente parlando: se al Santo Pio si dedica questa struttura che punta al celeste spingendosi verso la mèta per una lunghezza forse pari a quella della Statua della Libertà, che cosa si dovrebbe erigere per celebrare degnamente l’Operatore di miracoli per eccellenza? Scommetto…”
“Ovvio, il Ponte sullo Stretto di Messina. Glielo si cuce addosso – così si fa – da capo a piedi. Volente o nolente, l’Hanozri”.
Incalza il positivista: “Da non trascurare la faccenda della Scala Celeste dei Led”.
E il coinvolto: “Compriamo i diritti e loro li si manda finalmente a lavorare”.
“La farete d’oro questa statua?”
“Dipende da quello che riusciamo a vendere (alla peggio, affittare) a cinesi, russi e buddisti”.
“Tipo?”
“Roba vecchia, tipo il Sepolcro”.
“Che c’entra? È vostro?”
“Maggioranza delle azioni”.

Con ciò, il positivista viene messo al tappeto. Approfitta della posizione per rileggersi Cacciari, un Adelphi con blasfema orecchia a una data pagina.

Nipote Pio torna alle sue occupazioni: cerca delle noci e rilettura di bozze delle sue Riflessioni Universali sui Diritti delle Statue:

Riflessione 1
Tutte le statue nascono libere ed eguali in dignità e diritti. Esse sono dotate di ragione e di coscienza e devono agire le une verso le altre in spirito di fratellanza.

Riflessione 2
Tutte le statue costano abbastanza, ma alcune costano più di altre. È un loro diritto.

Riflessione 3
Ed è nostro diritto (nonché dovere) spiegare perché: se tu fai una statua di scarsa qualità, con materiale scadente, va be’, lì per lì farà anche bella figura. Ma poi, quale sarà il responso del Tempo? Che la statua va a farsi benedire (e non certo da Padre Pio). È un po’ il discorso sui cinesi, per dire.

Riflessione 4
Diritto delle statue è di essere grandi, enormi, gigantesche, apparentemente spropositate; ma anche qui tutto si spiega, e più precisamente con il fatto che le statue più grandi sono, più è difficile rubarle.

Riflessione 5
Rileggendo estemporaneamente, viene il dubbio che la Riflessione 1 non sia scritta tanto bene. Ma carta per bozze non manca.

Riflessione 6
Viceversa, rileggendola, la Riflessione 2 è già meglio.

Riflessione 7
La statua è libera di fare quello che le pare, tranne le statue, che le facciamo noi 1.

Riflessione 8
Se la Statua di Padre Pio viene bene, oltre a quella di Madre Pia, si potrebbe farne una di Zia Pia e di quella sua Cugina (il nome, così, su due piedi, non mi viene… come si chiamava…) che aveva sposato uno di… Salerno, Salento… Ma era quella?

Riflessione 9
Se tutte queste statue, a loro volta, riescono bene e a regola d’arte, proponiamo a Cuba di fargliene una per Fidel.

Riflessione 10
Le statue possono sposarsi fra di loro, mettere su famiglia e fare altre statue. Poi noi pensiamo a edificare uno statuotrofio.

Riflessione 11
Una volta, un Cugino alla lontana di Padre Pio (che si chiamava Empio), volle fare una statuetta di sé, di quelle piccole piccole, con dentro acqua santa e polvere di miracoli, da tenere sul comodino. Infatti se la fece e una settimana dopo schiattò.

Riflessione 12
Io ho diritto a costruire una statua in mio onore. Prima, però, mi devono fare santo subito e morto dopo, ché il contrario non mi conviene.

Riflessione 14
La Riflessione 13 porta male.


1 Questa riflessione pare contraddire, in parte o in tutto, la n° 10. Ma carta sarà che noi non saremo.

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