Fondamentalmente

Scuole di pensiero

Scuole di pensiero
La scuola di pensiero ideale, simbolicamente illuminata dalla Luna.

L’uomo è fondamentalmente buono (od Ottimo), secondo talune scuole di pensiero. Queste talune scuole di pensiero, fondamentalmente, non sono né buone né cattive. Dipende. Possono o non possono avere la carta igienica nei gabinetti; quando piove, può o non può piovere nella classi a causa di non rare crepe nei soffitti; possono, o a volte no, essere dotate di banchi con corredo di sedie per maggior comodità e praticità degli alunni. I quali alunni hanno facoltà di stare in piedi o sedersi per terra.
Le scuole di pensiero per le quali l’uomo è fondamentalmente buono possono essere pubbliche o private. La differenza fra scuola (di pensiero) pubblica e privata sta nell’avere determinati paradigmi di Bontà (o di cattiveria). Solitamente, tuttavia, sia scuola pubblica che scuola privata hanno per paradigma di bontà un qualche papa buono o una bambina buona cui appare la Madonna. Terzo non si dà. (Tu’ zia che fa la bidella e le tocca da svuotare le classi allagate con secchio e straccio a cose fatte, nun pole essere buona).
A questo tipo di paradigma, si oppone quello dell’uomo malvagio, un tempo incarnato dal Diavolo, e a partire dal 30 aprile 1945 da quell’altro. Anche qui, sembra non darsi terzo.
Come Tutti, le scuole di pensiero per le quali l’Uomo è fondamentalmente buono (anche: Ottimo) aspettano Godot, sebbene con una certa apprensione, in quanto costui – sempre che arrivi – potrebbe rivelarsi fondamentalmente cattivo (quando non Malvagio).

L’uomo è fondamentalmente cattivo (se non Malvagio), secondo talune scuole di pensiero. Inseità e perseità di simili scuole, fondamentalmente, non sono né buone né cattive. Dipende. Nelle Scuole fondate su questo pensiero, non è raro il caso che nei bagni la carta igienica latiti. Se ne contano un discreto numero le cui classi sono colpite dal flagello delle crepe che volentieri si aprono nei soffitti, lasciando entrare gli agenti atmosferici anche quando sgraditi (es.: pioggia). Fra gli arredi delle scuole che si caratterizzano per un pensiero che vede l’Uomo come fondamentalmente cattivo, sovente non sono compresi banchi e relativi sedili, il che lascia ai suoi alunni l’arbitrio della scelta: in piedi o seduti (anche accovacciati) sul pavimento.
Si danno, per lo più, due categorie di scuole (di pensiero) secondo le quali l’Uomo è fondamentalmente cattivo: le pubbliche e le private. Tra queste categorie esiste una precisa differenza, determinata – in amendue – dall’eleggere a paradigma della cattiveria (o Malvagità, spesso assoluta e perciò insuperabile) un qualche tipo d’Uomo o di Bestia. Terzo non è dato. (Tu’ cugino che te fa magnà le rane vive va escluso dal novero de’ cattivi e/o malvagi).
Al pari di Tutti, le scuole di pensiero neganti la bontà dell’Uomo restano in attesa di Godot, la quale, più che dall’ansia, è sconvolta dal terrore; che Godot possa rivelarsi fondamentalmente buono (oppure Discreto tendente all’Ottimo).

Una terza scuola di pensiero parrebbe ammettere un tertium. Sarebbe a dire che l’Uomo – sempre fondamentalmente – può darsi tanto Buono quanto Cattivo. Anche qui vige l’apparente ostacolo: il “dipende”. A far dipendere sono quegli elementi che distinguono sia il primo che il secondo tipo di scuola di pensiero di cui s’è detto sopra. Tuttavia, per una fatale tendenza al pessimismo metodico, la terza scuola ha una malcelata propensione a ritenere che nell’Uomo prevalga una sorta di cattiveria, ancorché mitigata da imponderabili episodi di bontà (in molti casi sotto il sospetto di “opportunismo”), i quali, per la loro stessa, straordinaria fenomenologia, non fanno che dilazionare una venuta al Punto da parte di questa scuola, cioè la sistematizzazione del Pensiero in qualcosa di Forte (Pensiero Forte – per l’appunto).
Ne è testimonianza questo apologo.
Per il resto, la terza scuola di pensiero attende – non proprio come Tutti – l’arrivo di Didi e Gogo.


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