Antologia di poesia comico-realistica: la Primavera

spiegata a tu fijo1 (e che, mio?), sto dummy

Antologia di poesia comico-realistica: la Primavera

Tu fijo, con quer cappello da… (ma lassamo perde) guarda un augello, tutto convinto che sia chissà che.
Ma propio tutto je se deve da spiegà?

 

La Primavera è quella cosa astrusa
che ogni anno in marzo, il dì ventuno,
Zefiro mena col bel tempo a ognuno,
il qual, come meglio crede, poi usa.
La villanella si toglie la blusa
e col villan s’appiatta dietro al pruno;
altri può porre fine al suo digiuno
sol per la man nel pantalone intrusa.
Così, dopo ’l lungo torpor di Hieme,
gli augelli cantan, son le piagge in fiore
e si rinnovella il rito antico;
ma a me, che son lasso e non ho speme,
di Progne, Filomena e dell’Amore
non cale il proverbiale secco fico.


1 Con un giorno d’anticipo, sennò quello hai voglia che c’arriva l’estate prossima e se confonne tutto.

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