“Will you still be sending me a Valentine?”

Charlirma la Douche (in Ramarra)

Will you still be sending me a Valentine?

Esempio di billet doux che Charlirma la Douche suole inviare a Scion-Scion Ramarra per ogni 14 febbraio (giornata internazionale di Valentina e Valentino, l’inseparabile coppia canina dei due innamorati).

Disse che anche a lui piaceva lo Scion-Scion (specie nella parte del signor Ramarra in Giù la testa nel vaso).
E fin qui tutto bene.
Che non si sarebbe mai sposato in chiesa, con completino argento e lei con velazzo e strascico.
E lei d’accordo.
Nel nominare Mandela, ella spese un luccicone. Furono unanimi.
Dell’Italia le piacevano gli uomini e i maccaroni uanaghenà. Lui si disse comunque bi-curioso e con un debole per Kansas City (Sudafrica). Quasi apoteosi.
Di felicità, quest’uomo, era poco pratico. Lei non di meno, specie nei film – dove, fra l’altro, interpretava sovente l’ubriacona. Che gioia per il di lui cuore la tempistica di quell’anticipazione!
La mattina, prima cosa, mezzo litro di pepsi e una ruttata Big One. You too? Chiese lei.
Erano in due.
Quasi quattro, quando la di lei mattina si rivelò caratterizzata dal bere e ascoltare Ramazzotti.
Mari si fecero da parte per lasciarli passare, cateratte del cielo… non parliamone nemmeno.
Lei gli confidò di avercela open source. Lui nascose bene l’imbarazzo, dicendo di odiare fieramente il proprietary.
Quando lui si alzò in piedi in tutto il suo metro e 25, lei si infilò il cric e girò la manovella abbassandosi di 49 cm per essergli pari in altezza (e per stornare da sé sospetti di razzismo, foss’anche spicciolo).
Uguaglianza e complicità.
La di lui panza in circonferenza faceva 180; ma bastava affrontare il senso di paura in due tranches – lo consolò lei

Sarebbe stato un San Valentino perfetto, in quel di San Remo, se soltanto Romeo Biro non avesse toccato il tasto moneta.
Lei disse € 20.000 al minuto (€ +, € –) con tutta naturalezza.
Il Biro, tutto disinibito e convinto che lo scoglio più aspro fosse ormai alle spalle, ammise: “Disoccupato”.
Lei lo fece dare in pasto ai suoi due cani psicopatici, Valentina e Valentino.
I quali però non gradirono la testa 1. Che fu piantata in un vaso, esposto in terrazzo, a Levante.
Sono ore che la testa ripete il suo canto di disperazione: “Will you still be sending me a Valentine?” disturbando il sonno leggero degli altri ospiti dell’hotel zona Teatro Ariston.

FONTE da annoverare (con domande imprevedibili da parte del buon Romeo Biro e, pertanto, con condizionale d’obbligo).


1 In quanto non testa di porco.


Speciale 14 febbraio, giornata dei cani psicopatici: invia un billet doux al povero Scion-Scion Ramarra, nel caso la Charlirma se ne dimenticasse, che poi lui va fuori di testa (ma non di vaso) dalla gelosia.

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