Piovono tizi

Versione spuria

Piovono tizi

Il tenente Golconda osserva, sul filo dell’ansia, il graduale comporsi di nembi in cielo.
(Illustrazione di rapparagàl).

Uno che si qualificava come meteorologo – e, anzi, in tale veste era stato assunto da una tv locale, di quelle alla buona, con carta crespa colorata alle pareti visibili –, quando una sera disse che “domani piovono tizi”, senza soffermarsi su altri dettagli e trascurando di parlare di venti, mari e temperature, prima fu cacciato immantinenti dal posto di lavoro (ma lì non disse niente, perché se l’aspettava. “È solo la causa occasionale”, pensò. “O forse invidia”. Ma per che cosa?); poi, quella stessa sera, a casa, ricevette cinque telefonate anonime con cui fu minacciato di morte. Alla sua sorta di vigliacca reazione: “Be’, magari potrei ritrattare, se proprio ne va della mia vita”, ebbe per risposta in due casi un grugnito come di porco selvatico e negli altri tre una serie di lunghi respiri pesanti d’affanno, intesi a mettere paura, come sogliono essere i respiri dei malintenzionati di alto rango, quelli che non scherzano, o almeno così pare.
Con quella sua paura addosso, si risolse pertanto a telefonare alla polizia per denunciare il fatto e avere protezione, ma trovando sempre occupato, per oltre 30 minuti, elaborò l’idea di “prendere la giustizia (legge) nelle sue mani”, orientandosi verso la tecnica di Charles Bronson, piuttosto che su quella dell’ispettore Callahan1 (che, nel dare certi colpi di testa, in genere i diretti superiori minacciano di mandare a dirigere il traffico – sempre se la cosa eventualmente si dovesse ripetere. Invece Charles Bronson non ha da temere la collera di nessuno, a nessuno deve rispondere delle sue iniziative, dato che agisce in proprio).
Strano, potrebbe sembrare, che il numero della polizia fosse sempre occupato. Mica tanto. Si spiega facilmente; così: tutta la città, messasi in allarme per l’annuncio del meteorologo, tempestava di chiamate il centralino della polizia.
Verso le 2 del mattino, mentre Zanni Spiga (nome del meteorologo) – avendo riflettuto a lungo sulla possibile linea di condotta di uno che prende la giustizia (legge) nelle proprie mani, e avendo stabilito che la linea non poteva essere offensiva bensì difensiva (anomalia che, dunque, lo distingueva sensibilmente sia da Bronson che da Callahan), stava per iniziare ad ammassare mobilia contro la porta, con la moglie, tutta preoccupata, a fargli domande scontate sulle sue intenzioni – proprio alla porta udì picchiare una raffica di colpi. Poi uno che disse: “Polizia! Aprite! Altrimenti…”

CONTINUA


1 In italiano, Callaghan.

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