Cose che accadono nei migliori film ma non a te

(“Ma allora tu si sscèm’?” – “Sì, lo songhe”)

Cose che accadono nei migliori film ma non a te

Shopping bags tutta una festa di manici: un niente per noi, ma un balzo gigantesco per Sogno, Cinema e Womanhood americani.

A rapparagàl (o rapparagal: in molti ci hanno scritto 1 per sapere se ci voglia l’accento o meno. Abbiamo lasciato loro libertà di coscienza, di stampa e di satira) è successa una cosa inquietante. Non si sa come, ma ha deciso di pubblicare una silloge (miscellanea) di osservazioni apparentemente serie circa taluni luoghi comuni e/o stereotipi (ma a ben vedere trasudanti ridicolo) che affliggono numerosi film e che egli, in un primo momento, si vantava di aver isolato per primo. Che sciocchezza! Dopo una breve ghiuglata plas, abbiamo agevolmente raggiunto questo sito, che ha individuato il meglio delle topiche cinematografiche (nella fattispecie, americane), incluso quello che il nostro riteneva il suo pezzo forte, cioè la mancata scoperta, da parte del cinema ma anche del pubblico americano, del fatto che le borse (o buste) della spesa possono essere dotate di manici, per evitare che, trasportandole a braccio o a mano/mani, esse possano sfuggire alla presa di colui che le porta, meglio ancora di colei (sottolinea [corsiva e ingrassetta] rapparagàl), giacché in questo caso si verificherebbe (sembra un paradosso ma non lo è) un altro pezzo forte: quello del maschio attraente che si precipita in soccorso della sventurata (attraente), raccogliendo le groceries e riponendole – con un sorriso promettente e senza staccare lo sguardo dalla femmina tutta un “io… mi dispiace… non doveva disturbarsi…” – nel loro contenitore (in)naturale. Messo a segno il suo gesto di cavalleria e tranquillizzata la massaia, il bel tomo non perde un attimo per il suo galante invito: “Le andrebbe un drink?”
“Ma io… veramente…”
“Andiamo, solo uno: è una questione di pochi minuti”.
Come lo sarà la successiva (anzi, di pochi secondi), orgasmica cavalcata all’impiedi in un vicolo dietro l’angolo (o sull’angolo, se la foia è contenibile soltanto fino a un certo punto) del bar. Anche questo è un topos coi fiocchi. Ma che ci volete fare… Nei film succede sempre così, laddove a te non succede niente. Ma forse sei troppo isolato, tutto il giorno in quella stanza dalle pareti ingiallite a scrivere stupidaggini di questa portata.
Ma questo è ben altro discorso – o storia (come sosterrebbe Lou Jacobi detto Moustache).
Purtroppo, dopo aver scoperto quel treasure trove che è il soprannominato sito, a rapparagàl pubblicare il malloppone (circa 550 osservazioni) pareva vano e fatuo.
Ecco pertanto la silloge (miscellanea) di quanto rimane (salvo sviste) di inedito:

CONTINUA


1 Come inizio non c’è male: questo sì che è un blooper o goof da record (o da vergogna, fate voi), dato che su questo blog non abbiamo un modulo di contatto né tantomeno esposto un indirizzo email. Ma ecco il colpo di blog: le statistiche ci dicono (come dice, con sentenza-tormentone storica, Paul Lukas, indovinate voi cinefili in quale film) che quotidianamente sciamate senza ritegno a centinaia di migliaia per vedere che cosa bolle di nuovo in pentola (di nuovo): la nostra redazione non sarebbe perciò in grado di fronteggiare tanto onere. Vedremo che cosa si può fare con un eventuale (ma improbabile) accordo-share con il blog ufficiale (non hanno ancora un sito) del Principato di Monaco, col quale principato siamo formalmente partner culturali.

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