I più bei film mai realizzati – 1. Vadi retro, Santana!

(Originariamente, nell’indecisione fra un western e un horror, Vade retro, Satana o Vieni avanti, Sartana)

Una filmina in bianco e nero, con un po’ di giallo (questo)

Vade retro, Satana o Vieni avanti, Sartana

clič per vedere il film muto

Ardua sfida all’O.K. Corral con il cinema muto. Ma questa clip è molto di più di un film muto: primo caso di musical muto per cause di forza maggiore. La colonna sonora era stata affidata alla mel gibson di Carlos Santana (gran brava persona), che poi tirò indietro l’affare serio (che personaggio…) senza spiegazioni e senza paura, tanto non si era provveduto a stilare un regolare contratto con il musicista californicano. Senza musica, senza il supernatural secret chord progression ▲ del più grande chitarrista del mondo noto, si optò prima per un silenzio parziale alla Ingmar Bergman (partialtystnaden) e infine, per non lasciare le cose a metà, la scelta fu il silenzio totale, con effetto positivo sul già low-budget dato il risparmio su eventuale doppiaggio. Il risultato fu un effetto notte molto dark, il monologo al telefono del protagonista (l’esorcista Padre Emorth, novello Klaus Kinski, a colloquio con Fra’ Diavolo-Santana in perfetto romanesco), un esercizio di stile e bravura cinematografica inferiore solo alla Anna Magnani voce umana di Cocteau e superiore solo a quello di Ornella Muti nel remake della Magnani voluto da Citto (ma con Sofia è un’altra storia ancora), ma soprattutto un caso più raro che unico di esorcismo telefonico.

Il film corto ma mica tanto, infarcito di citazioni (dagli Stanlio Laurel e Ollio Hardy di Fra Diavolo e Satana al Pupi Avati delle finestre che ridono perché la mamma ha fatto i gnocchi, fino alla fine del mondo, all’Armageddon, all’Apocalypse Now, subito, alla svelta, che nun ciò tempo da perde, a ogni sorta di disgrazia, cataclisma, catastrofe), è fruibile a vari livelli. Anche terra terra. Ma in ultima analisi, in ultima sintesi e in ultimo tango a Zagarolo, è una tremenda vendetta ai danni del samba-pa-ti-to fedifrago, protagonista subliminale invisibile insieme al visibile e vivace (malgrado il nome) Padre esorcista, incisivo anche di dente. (Interessante la tematica allusiva alla reintroduzione dell’aglio, olio e peperoncino negli esorcismi).

PS: Dice: “Cos’è sta storia di parlare al telefono in un film muto? Ciavete i sottotitoli?” — Dico: “Sottotitoli? Semmai i sopra-titoli, cioè ci stanno i fumetti, no?…” — “Ah, i fumetti… mo’ ho capito abbastanza”.

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