Una A per amica – Piccoli geni crescono

Può darsi che non sappia cosa dice / scegliendo quella Casta di Euridice

(Che cosa sarebbe il cinema senza Lucio Battisti [e/o Mogol])

Una A per amica A volte basta una A per dare un giro di vite alla vita e in tal modo cambiarla drasticamente.
Lo hanno capito in tanti, fra cui il meglio dei cineasti italiani dopo l’annoso dibattito “Ma dimmi una cosa: il cine italiano, l’è in crisi?”
Non avendo ricevuto risposta, sto dibattito si è arrangiato da sé, forte del motto “In un mondo che non ci vuole più”.

Guido da Verona ▲ (“sarà stanco”, gli dissero villanamente – e con battuta di spirito scontata – a Cinecittà, una volta giuntovi con il suo bagaglio di Automatic CS Paper Generator ▲) ha dato un deciso giro di vitE a questa situazione, appellandosi, oltre che alle sue doti di genio incomprensibile, ai retaggi (“sorretto da un anelito d’amore”) del Maestro di Molteno, a cui la gente è generalmente indifferente.

Così è nata la pellicola Una donna per amica mica, che – denuncia social degli scopiazzamenti risultati in Una donna per amico, Una mamma per amica (Gilmore Girls ▲), Un amico per mamma, Una nonna per amica della mamma, Un uomo per nemico della nonna delle Gilmore Girls, Un nonno che ammicca alle amiche (della nuora), Don Ameche▲ ha un amico (delle nonne delle donne per amiche), L’amico delle donne che hanno un’amica per amico delle donne che hanno per nemico l’amico di un nemico che, Che fai? Ammicchi coi nemicchi? In questo mondo di amici di lardi, L’amico del sole, e tanti altri, che c’è da riempire un palinsesto da capogiro – sta facendo furori al botteghino sotto casa (gestito da un amico dell’amica di Guido).
Alla domanda della stampa – forcaiola e garantista – “Qual è il segreto del suo successo?”, Guido da Verona (benché stanco per la guida) ha risposto (con pertinentissima citazione del Tino Scotti ▲ celebrante i benefici della salutare pillolina): “Basta la lettera!”
La lettera, ovviamente, è la “A”.
Alla successiva – nostra domanda – “Quella di Hawthorne?”, ha voltato i tacchi.

L’ufficio stampa di Guido – tutte ragazze educate e cordiali, che dicevano “focus” senza soluzione di continuità – ci ha gentilmente fornito il programma del cineasta (di Verona) per i prossimi 6 mesi. Ecchelo qui:

Già in lavorazione (almeno in fase di sceneggiatura):

La canzone dellA solA

I giardini di MarziA (con Marzia e Linda)

Bella Linda (con Linda, Marco e Mastralinda)

Comunque bAlla (da La soldatina di piombo, di H.C. Andersen)

Àncora tu (ispirato a The Rime of the Ancient Mariner)

La collAna dei ciliegi (Cechov? Le ragazze del focus non si sono sbottonate)

Pensieri e prole (remake di La famiglia Bradford)

VAnto nel vAnto (ispirato a Thackeray)

Gente per bene e gente per mEle (film denuncia sul caporalismo)
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Ci sta pensando:

My Free Corner (working title).

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3 thoughts on “Una A per amica – Piccoli geni crescono

    • Dobbiamo pazientare, caro commendatore unico: dipende tutto dai risultati del botteghino. Che comunque non intaccheranno né Guido da Verona né la casta diva, diversamente dal destino patito dagli eroi del noir, i quali, una volta esaurito il presunto filone, furono per l’appunto relegati a film di serie inqualificabile (B? C?Z?), per bene che andasse del genere macistico, quello rivalutato dai dipendenti della rai tipo ghetzi e quell’altro suo compare che si sono inventati il cult (it.: crap): sto parlando di E.G. Robinson, di Dan Duryea e tanti altri valenti attori (dico “attori”) che se la sono presa nel coolo.

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