(y) TU MAMÁ (también)

(And yo’ mama too)

Di’, mamma: ce n’è una sola?

(Franti, l’infame, nello scoprire alcune lacune nella sua motley cruel collezione di fionde utilizzate ai danni di Enrico).

 meglio che resti con la mamma tua a te
Paradossalmente, nell’immagine quello con la fionda è Enrico, mentre l’infame Franti (cioè tu) commenta mentalmente. (Illustrazione di rapparagal)

Secondo me, è meglio che resti con la mamma: lei ti lava, ti stira, ti cuce e ti cuoce.
Meglio che stai con la mamma: lei ti lascia attaccare tutti i poster che vuoi in cameretta, anche quelli di Giovanotto, e in cameretta ti permette anche di fumare (purché fumi in pigiama e fai attenzione a non addormentarti in letto con la cicca accesa), di usare il pc almeno fino a mezzanotte/l’una, non ti viene a spiare la cronologia, ma per sicurezza imposta che la cancelli tutta quando lo spegni: e per i bookmark usa delicious – come password ti consiglio “maMma”, con quella M maiuscola che svierebbe chiunque, anche i geek dei telefilm che craccano pwds tipo 2M0rKgP33CnZ4 al terzo tentativo, e dicono “pfhh“ fra gli applausi dei presenti – e non sognarti nemmeno di usare i preferiti del browser).

Senti a me: resta con mamma tua, pure un tatuaggio sotto l’ombelico ti lascia farti tatuare – basta che vai da un tatuatore iscritto all’albo, uno di quelli che c’ha il diploma appeso al muro, e in bella mostra anche la Dichiarazione Universale dell’Etica del Tatuaggio (Tattooing Universal Ethics Declaration, TUED).

Una cosa, però: non usare mai la fionda! Che non ti salti mai in quella testa di rapa di andare in giro a tirare ai passeri con la fionda. Siamo intesi?

Te lo ripeto, è meglio che resti con la mamma: lei ti lava, ti stira, ti cuce, ti cuoce, ti legge, ti scrive e ti fa di conto.
Immagina, solo per un momento, se tu dovessi uscire in strada, in mezzo alle genti, con quell’aria da un po’ troppo stupido (non illuderti: sei una testa, ma neanche lontanamente una cima di rapa), con quel faccione pieno di bruschi sul punto di scoppiare… Non appena ti vedessero, le genti non avrebbero un attimo di esitazione a chiamare la croce verde o il 113… Non sei d’accordo?

Un altro consiglio ti voglio dare, spassionatamente: non sottrarre indebitamente la pensione alla mamma per scopi illeciti – e manco per quelli più o meno leciti, questo sia chiaro. Magari un qualche euro, ogni tanto, en passant davanti al portafogli incustodito nella borsa della spesa di mamma tua.
Ma non sfidare la sorte!. Ché tu mama mica l’è nata ieri. E il Signore (e non quello di sotto… Ma no… Non del piano di sotto [testa di rapa!], quello più avanti in questo post!… ) è sempre lì che ti… Come “dove”?… Eh?… Noo, figuratamente, testa di cacio… Ci siamo? Ok. Dicevo il Signore ci siamo capiti chi, ti osserva, ti scruta, ti tiene d’occhio e, se è il caso, ti segnala – questo la prima volta; alla seconda che gli fai, ti piglia e ti porta all’ufficio soggetti smarriti.

Stare con mamma tua a te, guarda che ha i suoi vantaggi. Per dirne uno: potresti andare con lei nelle gite dei pensionati, in quelle località sperdute di montagna dove nessuno ti noterebbe (volevo dire “ti kagh…”, ma sai bene che io sono un signore), con quel berrettino da Qui Quo Qua in testa.
D’estate, poi, potresti andare con lei alle terme, magari ad Abano Terme – che anche tu capisci che si chiama così per via delle terme e non per via dell’Abano.

Basta che prometti una cosa: non tirare i calcoli renali (uh, le fogne ne abbondano!..) con la fionda alle donne cicce che nuotano nelle piscine, perché poi arriva il signor bagnino, ti piglia e ti usa come sgabello da bar per le signore cicce e i signori cicci che bevono spremute di sedano, aglio, fravaglio e rape per disintossicarsi dal logorio della vita moderna. E guarda, che se trovi un bagnino tipo Cattivik, quello è capace che ti usa quella testa di rapa che c’hai in testa come ingrediente per le spremute. Non ci credi? Ah, bello (si fa per dire) mio (anche questo sempre per dire, che tu sei bello di mama tua a te)… Quanto scommettiamo? Tutta la pensione della mamma? Tu ridi, eh? Sorridi? E chi ti credi di essere? Franti? Mavalà mavalà

Dammi retta: resta con mammà: lei ti lava, ti stira, ti cuce, ti cuoce, hoochie coochie man. Vai tranquillo.
Tranquillo.
Allora, riepilogando (hai preso nota?): cosa devi fare tu nella tua vita? Eh? Sentiamo.
(“…”)
Benissimo, così mi piace.
’Scolta i dischi di Giovanotto, di Bascorosso, guarda pure i videi del tubo, infilati in qualche cerchia di ghiugl plas, apriti un account su fesbu (ma non mettere la tua foto, metti magari quella di “What Else?”, photoshoppagli un attimino il grigiore, piazzagli un paio di occhiali neri e un paio di favoriti – ma non metterlo fra i favoriti e gli I Like, che non ti becchi una denuncia…), fuma pure in letto (ma vedi di non addormentarti, che poi provochi un incendio e ti ustioni tutto quanto, da capa di rapa a piedi di porcellino, e ti tocca fare la plastica… oddio, non che tutti i mali vengano per nuocere…), quando vai sui siti per soli grandi usa moderazione: non dico che si diventa ciechi, ma perdi tante di quelle diottrie (a causa dell’esposizione prolungata al monitor, intendo: guarda che la vita non è Rush, e tu non sei Leon Broznic) che poi ti ci vogliono due fondi di bottiglia e una badante.
Tuttavia, tu non sei fatto per certe cose… tipo zuffe nelle discoteche, street fighting, sradicamento di sanpietrini… Non sei il tipo da andare in guerra in Iraq… e che, ci vai con la fionda? Guarda che ci vogliono due ballotte tipo il rosso d’Inghilterra, quello che spara con la mitraglia nel mucchio per “prendere una vita per salvarne un’altra”, manco fosse uno della Disperata in Etiopia.
Non sei fatto per queste cosa, credimi, te lo dico col cuore in mano: non hai speranza.
Tu non sei Cattivik.
Tutt’al più sei un po’ Bastardik.

E pure tua mamma a te.


Scriptum post Post: Post liberamente ispirato a suggestione (Cattivik) di Marsiano ► – Commentatore e Commendatore Unico di questo blog with dirty little lips – e a quella del  Signore qui sotto (che non è quello di sopra e nemmeno quello sotto quello di sopra):

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2 thoughts on “(y) TU MAMÁ (también)

  1. “rigore e’ quando arbitro fischia” (Boskov)
    “guerrigliero talebano sei quando rosso d’Inghilterra ti spara” (Big Brother)

    (perche’ sprecare soldi per i missili intelligenti, quando puoi teleguidare i giornali?)

  2. all’inizio pensavo: “ora non posso commentare che il post e’ divertente, qui in pubblico, perche’ non starebbe bene. non vorrei che si dicesse che sghignazzo anche sulle mamme. ma non mi va nemmeno di fare la sceneggiata obbligatoria con lacrimuccia e fazzoletto. e allora come faccio?”
    poi, per fortuna, mi sono ricordato che sto in Francia.

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