’A naryce ’e Cyrana: una storia d’amore ai tempi della collera borbonica

’A naryce ’e Cyrana: una storia d'amore ai tempi della collera borbonica

Cyrana e Pincio con le rispettive promettenti naryci ai tempi (oltre che della collera [borbonica]) in cui le stesse erano ancora solo promesse.

PROLOGO: Durante il regno borbonico a Napoli (si parla di tanto tempo fa), sempre a Napoli c’era una ragazza di nome Cyrana, caratterizzata da un ampio naso con una grande e ricettiva mononarice.

ENTER PINCIO

Sempre a Napoli, a quell’epoca, prestava servizio militare Pincio Nez, un soldatino francese dotato di un naso lungo e affusolato, provvisto in punta di una micronarice tubicolare talmente stretta che Pincio doveva eternamente respirare con la bocca.
Era inevitabile che il destino li avrebbe fatti incontrare.

ENTER CYRANA

Ordunque: Cyrana si sentiva sola e indesiderata a causa dell’handicap rinico. Pincio Nez era triste poiché non sapeva dove ficcare il naso, ma soprattutto perché tutti lo chiamavano Pincio, che – badate bene – non era il suo vero nome. I commilitoni lo avevano così soprannominato in quanto egli era l’unico a sottoporsi di buon grado a uno dei più diffusi giuochi (o, se vogliamo, scherzi) di guerra, vale a dire il pinciamento sopra la turca finché, sopraffatto dalla fatica, crollava con il volto nella stessa. Più spesso che non, infatti, i goliardi solevano incitarlo, moschetti alla mano: “Pincia, pincia di buon grado, tanto col naso chiuso non senti niente”. Be’, in qualche modo gli venivano incontro, insomma.
Data la difficoltà a respirare con il naso, Pincio Nez decise di dedicarsi agli esercizi di respirazione Zen: ma poiché egli si chiamava Nez, gli esercizi gli riuscivano al contrario, e pertanto erano utili fino a un certo punto – non è dato di sapere quale.
Un giorno, mentre si trovava in libera uscita, Pincio Nez incontrette a Cyrana e fu subito elettrizzato dalla promettente ricettività della di lei mononarice.
Anche Cyrana era attratta dal naso a micronarice tubicolare in punta di Pincio. Fra i due non poteva che essere amore a primo olfatto.
Prima di andare sull’esplicito, tuttavia, Pincio Nez riempì la testa a Cyrana di concetti Zen. Arrivò al punto di scrivere per lei una serenata allusiva e propedeutica che apparentemente conteneva principi sull’arte della manutenzione della narice e sull’inutilità di tenerla serrata quando gli è inevitabile che l’aria prima o poi vi penetri.

Le parole dicevano:
Malgrado i tuoi immani sforzi turativi tu non riuscirai
ad evitare che le tue narici si riempiano d’ariaaaa…
ariaaaa…

La musica faceva – più o meno, naturalmente – così:
La-la-la-lalaa-la-la-la-laaa-la-laa… (ad lib.)

Che tradotta in termini di udibilità, ci dà tanto 1:


EPILOGO

Cyrana e Pincio, convolati a nozze a piedi, ebbero due gemelli (s’è mai visto qualcuno a cui nasce un gemello?), che chiamarono rispettivamente Rino e Rina, benché inizialmente volessero chiamarli rispettivamente Rina e Rino.

EXEUNT


’O mythos déloi un sacco di cose, ma in special modo che ’a naryce ’e Cyrana poteva essere esplorata sia da sinistra verso destra che da destra verso sinistra.


1 ’A naryce ’e Cyrana, musica © 1998-sine die di Mauro Pascolat (tastiere, percussioni).

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